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LA BELLEZZA DI ARRIVARE AL CUORE DEGLI ALTRI

 

Abbiamo bisogno degli altri. E’ nella nostra natura. Confrontarsi, rispecchiarsi, condividere, sentirsi parte (e talvolta non parte) dà forza, fiducia in se stessi e nella vita, dà voglia di fare, voglia di crescere continuamente, affranca dalle angosce che mortificano lo spirito, ci disorientano facendoci perdere il senso vero (e bello) della vita. Le persone che si impegnano in attività di volontariato ne hanno la continua riprova, anche nei momenti più critici e di stanchezza (quelli non mancano mai, ma si avanti sempre e ancora più sicuri e convinti).

ESSERE VOLONTARI PRIMA DI FARE I VOLONTARI Che le cose stiano davvero così se ne è avuta ennesima conferma l’altra sera al secondo incontro di formazione volontari organizzato dalle associazioni “PaCe-La Ricerca” per concentrare l’attenzione sull’importanza di “essere” volontari ancor prima di “fare” i volontari (“conoscere meglio se stessi aiuta a relazionarsi meglio qui e fuori di qui”). Termini come empatia, autenticità, voglia di giustizia, ascolto ricorrevano nello scambio di riflessioni tra volontari di lunga data, ma anche i più giovani e “recenti” che affiancano ospiti e operatori delle diverse strutture di accoglienza e dei servizi educativi sul territorio. A stimolarli, un’operatrice storica della onlus da più di 35 anni al fianco delle persone in difficoltà, Anna Papagni, responsabile dei Servizi di ascolto e dei gruppi di Auto-mutuo-Aiuto per le famiglie. “ Il bisogno dell’altro in fondo che cos’è se non il bisogno di raggiungere il cuore dell’altro?” ha sapientemente riassunto, al termine di un percorso di due ore e mezzo dove i partecipanti si sono messi gioiosamente in gioco, letteralmente con il “gioco della matassa di lana” (lanciandosi dall’uno all’altro il gomitolo e trattenendo un capo del filo hanno dato vita ad un intreccio metafora dell’intreccio di relazioni), e rispondendo a tre semplici domande: “Perché sono qui?”, “Che cosa mi fa gioire e cosa arrabbiare?”, “Quali ideali sono in gioco?”. Illuminanti le risposte. Ne citiamo qualcuna:

“Cerco di conoscere (e fare) esperienze per avere un futuro”

“Cerco il senso della vita”

“Cerco un mondo che non conosco”

“Qui ho imparato ad ascoltare e a non giudicare”

“Vorrei rendere ciò che ho ricevuto”

“Mi fa star bene essere in pace con gli altri e soffro quando avverto che nell’altro c’è falsità”

“Sono insofferente alle ingiustizie”

“Mi dà gioia la gioia degli altri”

“Voglio conoscere me stesso”

“Voglio conoscere i bisogni degli altri”

“Sono in gioco ideali come la solidarietà, la giustizia, altruismo, amore, accoglienza, chiarezza”

 QUI SONO RINATA E QUI VOGLIO RIMANERE Tra quanti sono impegnati qui da tempo, abbiamo raccolto una testimonianza che rende l’idea di quel che dà l’impegno per gli altri in una realtà come “La Ricerca” e in totale gratuità: “Qui sono rinata e qui voglio rimanere. Dieci anni fa arrivai sfiduciata verso me stessa, qui ho imparato a conoscermi, a mettere in gioco i miei sentimenti, ho avuto tanti scambi che mi hanno aiutata: questo è un luogo dove non finisci mai di confrontarsi su tutti i problemi, non solo quello di avere un figlio con problemi legati alla tossicodipendenza. E aiuta. Sempre. Tantissimo”.

 LIBERTA’ E GIUSTIZIA Sentirsi parte, sentirsi in famiglia, poter essere se stessi, liberi di esprimere il proprio pensiero sempre, anche quando è contrario. E’ tutto questo che trattiene da tanti anni le tante persone che hanno scelto di essere volontari e amici di questo centro di solidarietà. Una scelta che affranca dalla tristezza dell’individualismo dominante che caratterizza il nostro presente. Lo ha ben sottolineato Anna Papagni entrando appieno nello spirito del volontario: “Cogliamo la sfida che il mondo ci propone contrastando l’idea diffusa di individualismo e lo facciamo bene quando ci poniamo al fianco dell’altro in maniera autentica ciascuno con la propria umanità, con il proprio modo di essere. Lo facciamo al fianco della vulnerabilità, delle persone fragili, senza dimenticare che anche noi abbiamo le nostre fragilità fisiche e spirituali, le stesse che hanno incontrato le persone, giovani e meno giovani, che ci chiedono aiuto, persone con qualche fortuna e strumento in meno. Siamo qui per aiutarle a rimettersi in carreggiata, a rimettersi in gioco. E riceviamo tanto da loro”.

 

CHI FOSSE INTERESSATO A SPERIMENTARE UN’ESPERIENZA DI VOLONTARIATO con “La Ricerca” può contattare sin da ora il Centro “La Ricerca” o la “PaCe” allo 0523.338710 (chiedere di Anna Papagni) o via email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

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