"E tu che ne vuoi sapere?” Incontri su Hiv e Aids

L’associazione bolognese Plus Onlus organizza due iniziative che hanno come tema principale l’infezione da Hiv e l'Aids: "E tu che ne vuoi sapere?” e “I Venerdì Positivi”. Plus Onlus ha come missione la solidarietà sociale nella lotta contro l’Hiv/Aids ed è attiva in ambito bio-psico-sociale, nell’informazione, formazione, assistenza e lotta alla discriminazione, a favore delle persone HIV positive.

“E tu, che ne vuoi sapere?” è un ciclo di incontri mensili su temi scientifici, affrontati con linguaggio semplice. Gli incontri sono rivolti in particolare a maschi gay con HIV, ma sono aperti a chiunque sia interessato. Tutti gli incontri sono fissati per le ore 16 al BLQ Checkpoint in via San Carlo 42c a Bologna e sono pensati per informarsi, discutere e conoscersi:

- 14 gennaio - Dieta. Quali sono le regole alimentari importanti da seguire per le persone con Hiv? Ci sono sostanze che possono interagire con i farmaci? Esistono vantaggi nell’assunzione di integratori, come vitamina D e probiotici?  Queste e altre domande da rivolgere a Valentina Masi, dietologa della Clinica metabolica di Modena. 
- 18 febbraio – Analisi. Come si leggono le analisi di laboratorio? È vero che il rapporto CD4/CD8 è più importante del numero di CD4 per sapere come sta il nostro sistema immunitario?A cosa servono colesterolo, trigliceridi e creatinina? Proverà a fare chiarezza Marco Borderi, infettivologo dell'Ospedale Sant'Orsola di Bologna.
- 18 marzo – Studi. Dove si possono trovare informazioni attendibili su Hiv e terapia? Come si leggono i risultati di uno studio scientifico? Perché il metodo usato nella ricerca è quello che dà le garanzie migliori di fornire risultati affidabili? Interverranno Sandro Mattioli e Giulio Maria Corbelli, presidente e vicepresidente di Plus onlus.


I Venerdì Positivi sono incontri mensili dedicati a maschi gay con HIV organizzati grazie a un contributo non condizionato di ViiV healthcare. E’ una rassegna aperta a chiunque, in un ambiente accogliente, in cui è assicurato il rispetto della privacy; incontri informali, non di auto-aiuto, aperti a tutti. I Venerdì Positivi si tengono un venerdì al mese alle ore 19 presso il BLQ Checkpoint, per parlare di un argomento specifico e poi andare insieme a mangiare una pizza:

- 19 gennaio – Diversi. Quanto pesa lo stato sierologico del partner? Ci sono persone con Hiv che vogliono solo un partner sieropositivo, e altre per cui la coppia siero-discordante funziona a meraviglia.Che differenze ci sono?
- 16 febbraio - Attivisti. Serve ancora oggi darsi da fare per cambiare la situazione dell'Hiv? Quale ruolo devono svolgere le associazioni e come possiamo contribuire?
- 16 marzo – Boston. Si parlerà degli aggiornamenti principali dalla Conference on Retroviruses and Opportunistic Infections (CROI), che quest'anno si tiene a Boston. E’ da lì che vengono le novità scientifiche più importanti in tema di Hiv.

Nuovo codice del Terzo Settore, chiarimenti per la transizione

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali lo scorso 29 dicembre ha pubblicato una circolare in cui fornisce prime utili indicazioni rispetto alle questioni di diritto transitorio di applicazione del Codice del Terzo Settore (Dlgs  n. 117/2017), con lo scopo di dare agli enti interessati chiarimenti rispetto ai tempi necessari per adeguarsi al mutato quadro normativo.

La circolare è indirizzata a Regioni, Province autonome, al Forum Nazionale del Terzo Settore, al CSVnet e alla Consulta Co.Ge. (Consulta dei comitati di gestione).

YoungERCard, la carta che dà sconti e spinge i giovani alla solidarietà

SVEP in collaborazione con il Comune di Piacenza promuove la YoungERCard,  carta giovani ideata dalla Regione Emilia-Romagna per i giovani di età compresa tra i 14 e i 29 anni siano essi residenti, studenti o lavoratori in Emilia-Romagna.

La carta è distribuita gratuitamente e riserva ai titolari una serie di agevolazioni per la fruizione di servizi culturali e sportivi - come teatri, cinema e palestre - e sconti presso numerosi esercizi commerciali.

In particolare, i giovani in possesso della carta possono aderire a progetti di volontariato promossi e organizzati in collaborazione con enti locali, associazioni, università, scuole, polisportive, circoli, cooperative sociali e le attività proposte coinvolgono diversi ambiti: educativo, artistico, ricreativo, sociale, sportivo, culturale, ambientale.

L'obiettivo è dunque di favorire tra i giovani comportamenti e relazioni improntate all’attenzione, alla solidarietà e al senso di appartenenza a una stessa comunità. Cartolina del progetto in allegato.

Per maggiori informazioni consultare il sito www.youngercard.it. Per i progetti proposti sul territorio piacentino cliccare qui

Provincia di Piacenza in testa per numero di stranieri: 14%. A Castel San Giovanni oltre il 20%

Nel 2016 l’Emilia-Romagna attraversa una particolare fase del fenomeno migratorio: da un lato si consolida la stabilizzazione della popolazione straniera residente, dall’altra si presentano sempre nuovi flussi non programmati di migranti che incrementano il numero di richiedenti asilo politico e protezione umanitaria.

Molti sono gli aspetti che portano a una migliore integrazione e radicamento nel territorio regionale. Fra questi emergono: la consistente presenza di persone con rilevante anzianità migratoria e quindi titolari di permessi di soggiorno di lungo periodo, la crescita delle acquisizioni di cittadinanza italiana; l’incremento dei nuovi ingressi per ricongiungimento familiare, il peso delle “seconde generazioni” ovvero di cittadini che nascono e crescono in Italia, la rilevante incidenza percentuale dei nuovi nati stranieri, l’aumento degli studenti nel sistema scolastico, il miglioramento dell’occupazione, in particolare dei lavoratori dipendenti e la crescita delle imprese con titolari stranieri.

Residenze, presenze, acquisizioni di cittadinanza

I cittadini stranieri residenti in Emilia-Romagna all’1.1.2017 sono stati 531.028, pari al 11,9% della popolazione complessiva, dato che pone l’Emilia-Romagna al primo posto fra le regioni italiane per incidenza percentuale (il dato medio nazionale è pari all’8,3%). Tuttavia, per il secondo anno consecutivo si registra una lieve diminuzione del numero dei residenti stranieri e dell’incidenza della popolazione straniera. Da segnalare, inoltre, che già dal 2010 la variazione percentuale annua dei residenti stranieri si è ridotta, soprattutto in conseguenza del forte numero di acquisizioni di cittadinanza italiana. Si tratta di un cambiamento rilevante rispetto alla tendenziale crescita degli stranieri che ha da sempre contraddistinto l’immigrazione in Emilia-Romagna. Questo andamento figura in controtendenza anche rispetto al dato nazionale che continua a crescere.

Relativamente alla distribuzione territoriale, l’incidenza più marcata si rileva nelle province di Piacenza (14,0%), Parma (13,5%) Modena (12,9%) e Reggio Emilia (12,3%). Per quanto riguarda i comuni sono 86 quelli con una incidenza di stranieri superiore al dato medio regionale (11,9%). I comuni che superano il 20% sono: Galeata (Fc), Castel San Giovanni (Pc) e Langhirano (Pr).

La presenza femminile a seguito dei ricongiungimenti familiari e dell’immigrazione per lavoro è in continua crescita e rappresenta il 53,5% del totale dei residenti stranieri.

I principali Paesi di provenienza degli stranieri residenti sono, nell’ordine, la Romania con il 16,7%, il Marocco con l’11,6% e l’Albania con l’11%. Va evidenziato che i primi tre Paesi raccolgono quasi il 40% dei residenti totali e che sono oltre 170 i paesi di provenienza degli stranieri.

Per quanto riguarda la presenza di comunitari si osserva che è in continua crescita: sono 121.330 persone, con un aumento del 2,5% rispetto all’anno precedente; incremento determinato principalmente dagli ingressi di cittadini rumeni. Queste presenze sono integrate nel territorio e sono indicatore di un consistente processo di stabilizzazione.

Altra caratteristica che contraddistingue il fenomeno migratorio è l’età degli stranieri: essi sono mediamente più giovani degli italiani (34 anni in media rispetto ai 47 degli italiani). Questa popolazione mostra infatti un’alta quota di minori: sono quasi 115mila e costituiscono il 16,1% del totale dei minori residenti e il 21,6% del totale stranieri.

Rispetto al tema della natalità si osserva un calo complessivo delle nascite sin dal 2009. Anche le coppie straniere negli ultimi anni hanno ridotto le nascite: si passa dai 9.587 nati nel 2012, ai 8.357 del 2016. Sempre sul tema della natalità merita particolare attenzione il dato degli stranieri nati in Italia. E’ un dato che fotografa all’1.1.2017 il numero complessivo di persone nate nel territorio nazionale e residenti in Emilia-Romagna. Si tratta di 87.233 persone che rappresentano il 16,4% del totale degli stranieri.

Di notevole interesse l’aumento del numero di persone che hanno acquisito la cittadinanza italiana. L’incremento dell’ultimo biennio è del +12,2% e l’entità delle acquisizioni degli ultimi 15 anni riguarda 130.000 persone.

In Emilia-Romagna si nota un calo del totale dei permessi (soggiornanti di lungo periodo e con scadenza). La diminuzione va ricondotta a diversi fattori,  dalla diminuzione dei flussi regolari in ingresso, all’aumento delle acquisizioni di cittadinanza e alle innovazioni nel trattamento dei dati che permettono di individuare in modo più efficace i permessi non più in corso di validità.

Va posta particolare attenzione al fenomeno degli arrivi non programmati di migranti che ha generato il forte incremento del dato dei richiedenti asilo e titolari di protezione umanitaria: se osserviamo l’1.1.2017 sono stati 15.682, rispetto ai 11.291 del 2016 e ai 7.724 dell’1.1.2015.

Emerge dunque un quadro di una certa complessità per la gestione dei flussi migratori lungo la rotta del Mediterraneo che hanno fatto incrementare il numero di richiedenti asilo e titolari di protezione umanitaria e di conseguenza il numero di persone ospitate nelle strutture di accoglienza.

Scuola 

Nell’anno scolastico 2016/17 risultavano iscritti nelle scuole statali e non statali dell’Emilia-Romagna 619.118 alunni, di cui 98.035 cittadini stranieri.

I valori sono sempre in crescita come è prevedibile in una regione che ha la più alta incidenza in Italia di residenti stranieri e che presenta una significativa natalità di bambini stranieri e di ricongiungimenti famigliari. Oltre al valore numerico, anche l’incidenza percentuale degli alunni stranieri sul totale alunni è in ulteriore aumento: nell’anno scolastico 2016/17 raggiunge il 15,8%.

Sono 62.359 i nati in Italia e rappresentano il 63,6% del totale degli stranieri iscritti alle scuole emiliano-romagnole.

Esaminando la scuola superiore di II grado si nota una maggior propensione a preferire i percorsi che accelerano l’avviamento al lavoro. I ragazzi stranieri infatti scelgono in prevalenza gli istituti professionali (40,6%) e quelli tecnici (38,7%) rispetto ai licei (20,7%).

Mercato del lavoro

Secondo i dati Istat, nel 2016 il mercato del lavoro mostra un miglioramento: aumentano infatti sia gli occupati italiani che gli stranieri. Il differenziale fra italiani e stranieri si è ridotto nel 2016, anche se rimane ancora rilevante (-7,9 punti percentuali per gli stranieri rispetto ai -9,0 dell’anno precedente).

Anche i tassi di disoccupazione sono andati migliorando, diminuendo negli ultimi 3 anni. Il divario fra italiani e stranieri si è ridotto nel 2016, ma rimane comunque evidente lo svantaggio per gli stranieri di +8,7 punti percentuali.

I lavoratori dipendenti stranieri occupati in Emilia-Romagna, secondo i dati Inail, sono 318.431, pari al 20,9% dei lavoratori complessivi. I dati sono in aumento rispetto a quelli registrati lo scorso anno, mostrando una ripresa dell’occupazione in straniera. Il settore trainante del mercato del lavoro in Emilia-Romagna rimane l’industria con il 26,3% sul totale degli occupati dipendenti. Anche per gli stranieri rimane il settore di impiego più importante. A seguire i servizi alle imprese, l’agricoltura, le attività svolte da famiglie, gli alberghi-ristoranti, le costruzioni, i trasporti e il commercio.

Sono maggiormente occupati gli uomini rispetto alle donne. I lavoratori dipendenti stranieri sono il 56,3% a fronte del 52,1% degli italiani.

Nel 2016 sono stati 24.971 i nuovi assunti stranieri, pari al 7,8% degli assicurati netti stranieri. E’ interessante rilevare che i nuovi assunti stranieri sono una fetta importante del mercato del lavoro in quanto corrispondono al 40,8% del totale dei nuovi assunti nel corso dell’anno.

Per quanto riguarda la ripartizione provinciale, i dipendenti stranieri sono maggiormente presenti a Bologna 23,6%, Modena 16,9%, Reggio Emilia 11,6%. Ferrara risulta invece all’ultimo posto con il 5,4%.

In Emilia-Romagna, alla fine del 2016, il complesso delle imprese straniere era di 45.803, pari all’11,2% di tutte le imprese attive. Il dato è sempre in crescita e - rispetto a fine 2015 - le imprese sono aumentate del 2,7% (+1.221). Le imprese italiane invece sono sempre in calo, continuando a risentire degli effetti della crisi. Le imprese straniere sono per l’83% ditte individuali, 8,4% società di capitali, 7,1% società di persone e 1,5% altre forme societarie. 

I principali settori economici sono: le costruzioni (40,9% del totale delle imprese individuali) e il commercio (26,2%). Seguono le attività manifatturiere e i servizi di alloggi e la ristorazione.

Organizzazioni volontariato, via alla revisione

E' stata avviata la rilevazione periodica delle organizzazioni di volontariato – rilevazione dati 2017 con scadenza il 28 febbraio 2018. La rilevazione viene attuata dalla Regione Emilia-Romagna con la collaborazione dei Centri Servizi per il Volontariato.

L’obiettivo è la valutazione e l'aggiornamento annuale dei requisiti delle Organizzazioni di Volontariato, iscritte al 31 dicembre 2016 al registro Regionale, ai sensi della LR 12/2005. I dati raccolti serviranno per aggiornare il sistema regionale informatico sul terzo settore TeSeO.

La compilazione della scheda di rilevazione è obbligatoria. Il rifiuto della compilazione darà luogo all’avvio della procedura di cancellazione dal registro del volontariato.

La modalità di rilevazione è solo on line, con la possibilità da parte di ciascuna organizzazione di volontariato di accedere direttamente al sistema di rilevazione tramite web, con le credenziali di accesso e password inviate dalla Regione.

Per compilare il questionario ci si deve collegare al sito wwwservizi.regione.emilia-romagna.it/teseo utilizzando le credenziali già in possesso. Qualora la password fosse scaduta, è possibile chiederne una nuova con la funzione “recupero credenziali”.

Svep è a disposizione per informazioni e supporto alla compilazione (0523 306120)

Revisione del Registro regionale delle Organizzazioni di volontariato

La Legge regionale n. 12/2005 e la Deliberazione di Giunta regionale n. 1007/2015 definiscono le procedure per la revisione del Registro regionale delle organizzazioni di volontariato e le modalità di verifica e di controllo sulle dichiarazioni rese.

Cosa fa la Regione

La Legge regionale n. 12 del 21 febbraio 2005 «Norme per la valorizzazione delle organizzazioni di volontariato. abrogazione della L.R. 2 settembre 1996, n. 37 (nuove norme regionali di attuazione della Legge 11 agosto 1991, n. 266 - Legge quadro sul volontariato. abrogazione della L.R. 31 maggio 1993, n. 26)» all'articolo 4 demanda all’approvazione da parte della Giunta Regionale di un atto che disciplini le procedure e le condizioni per l’iscrizione, la cancellazione, la revisione del Registro regionale delle Organizzazioni di volontariato, nonché le modalità di verifica dei requisiti in possesso dalle stesse.

Con Deliberazione della Giunta regionale n. 1007 del 27 luglio 2015 è stata approvata la disciplina del Registro regionale delle organizzazioni di volontariato ed in particolare sono stati definiti:

  1. i requisiti per l’iscrizione al Registro regionale delle Organizzazioni di volontariato;
  2. le modalità per la cancellazione delle Organizzazioni di volontariato dal Registro;
  3. le procedure per la revisione periodica del Registro;
  4. le modalità di verifica e di controllo sulle dichiarazioni rese. La Regione infatti è tenuta ad esercitare sia verifiche di congruità, sia controlli specifici sulle anomalie che controlli a campione sulla veridicità delle dichiarazioni stesse, al fine di garantire la massima efficacia dell’azione amministrativa e l’individuazione di eventuali abusi o irregolarità in relazione alla normativa nazionale e regionale.

Procedura di revisione del Registro

La procedura di revisione del Registro è prevista dal 16 Ottobre 2017 e si chiuderà il 28 febbraio 2018

La verifica avviene con procedura telematica, pertanto le informazioni richieste, volte ad aggiornare il sistema informativo regionale sul Terzo Settore (TeSeO), saranno rese avvalendosi di una specifica scheda informatica.

Detta scheda, compilata dal legale rappresentante dell’Organizzazione dichiarante, ha valore di autocertificazione e pertanto le dichiarazioni, ancorché rese con modalità telematica, si intendono effettuate ai sensi e con le responsabilità di cui al D.P.R. n. 445/2000.

L’obiettivo della revisione è verificare l’effettiva operatività e il permanere dei requisiti di iscrizione delle Organizzazioni di volontariato.

La comunicazione di avvio della procedura di revisione del Registro è stata inviata tramite posta elettronica a tutte le Organizzazioni di volontariato iscritte al Registro al 31 dicembre 2016 dando indicazioni operative per la compilazione on-line della scheda di rilevazione.

Gli obblighi previsti dall’articolo 4, commi 1 e 2, della L.R. 12/2005 per la revisione del Registro si intendono assolti con la compilazione telematica del questionario ed il caricamento in formato .pdf di tutti i documenti sopracitati.

Per quanto concerne la richiesta di ulteriori specifiche informazioni in merito alla revisione del Registro sarà possibile contattare l’ufficio regionale inviando un'e-mail a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Per tutte le altre informazioni ed approfondimenti relativi alla normativa concernente le organizzazioni di volontariato in Emilia-Romagna è sempre possibile contattare l’ufficio regionale inviando un'e-mail a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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