Gioco d'azzardo, in 7 anni quintuplicati gli assistiti

Firmata dal sindaco di Bologna Virginio Merola un'ordinanza che riduce in modo permanente gli orari di funzionamento degli apparecchi da gioco con vincita in denaro, in qualunque contesto siano installati sul territorio comunale, alle due fasce orarie dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 22, inclusi i giorni festivi. Sono escluse dall'ordinanza le lotterie, il gioco del bingo, le sale scommesse, i giochi di fortuna. La misura ha come obiettivo la riduzione dei fenomeni di abuso del gioco, vietandolo nei momenti della giornata maggiormente rischiosi in quanto meno soggetti al controllo della comunità e in particolare per la popolazione più a rischio, quella giovanile. 

L'ordinanza impone agli esercenti di staccare la spina agli apparecchi fuori dalle fasce orarie consentite o comunque di spegnerli singolarmente togliendo l'alimentazione elettrica, e di esporre in un punto ben visibile al pubblico un cartello contenente: gli orari di funzionamento degli apparecchi, formule di avvertimento sui rischi connessi alla pratica dei giochi con vincita in denaro e le sanzioni applicabili. La violazione dell'ordinanza comporterà l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di 100 euro a un massimo di 500 euro per ogni apparecchio acceso al di fuori degli orari massimi di funzionamento, secondo quanto previsto dal Regolamento per la prevenzione e il contrasto delle patologie e delle problematiche legate al gioco d'azzardo lecito, approvato nel maggio scorso dal Consiglio comunale.

L'ordinanza interviene su alcuni aspetti che incidono sull'aumento della patologia evidenziati dalla letteratura scientifica, come l'aumento dell'offerta di giochi d'azzardo che comportano utilizzo di denaro e la facile accessibilità ai vari tipi di gioco. Altri aspetti riguardano la promozione e incentivazione, attraverso la pubblicità, del gioco d'azzardo proposto come un'opportunità possibile per tutti, per un cambiamento di vita e un rapido miglioramento delle proprie condizioni sociali ed economiche e le caratteristiche additive dei nuovi giochi d'azzardo. Su questo sfondo si collocano le vulnerabilità individuali, gli aspetti della personalità, quelli relazionali e familiari e le condizioni psichiche individuali che possono favorire l'instaurarsi di un comportamento problematico rispetto al gioco d'azzardo, fino a condurre a vere e proprie dipendenze.

Al Sert in sette anni quintuplicato il numero degli assistiti 

I dati forniti dall'Osservatorio Epidemiologico Metropolitano Dipendenze Patologiche dell'Ausl, stimano attorno all'1,8 per 1.000 abitanti le persone affette da gioco d'azzardo patologico nel nostro territorio, mentre il numero di utenti assistiti dai Sert per problemi di disturbo di gioco d'azzardo patologico è aumentato dai 36 del 2011 ai 201 del 2017. Secondo i dati nazionali del Dipartimento Politiche Antidroga (Relazione al Parlamento del 2011), già nel periodo 2007-2008 i giocatori d'azzardo patologici erano l'1% della popolazione e quelli "problematici" il 5%, mentre attualmente si stima che i primi rappresentino il 7-10% della popolazione e quelli a rischio siano attorno al 10-18%.

Quattordici anni, ma curano un familiare malato

Raccogliere dati sugli adolescenti che si prendono cura di uno o più familiari che hanno bisogno di assistenza, identificare i loro bisogni e le loro necessità, ma anche condividere buone pratiche. Sono alcuni degli obiettivi di “Me-We” ovvero “Psychosocial support for promoting mental health and wellbeing among adolescent young carers in Europe” (in italiano “Supporto psicosociale per la promozione della salute e del benessere dei giovani caregiver adolescenti”), il progetto sostenuto dall'Ue nell'ambito del Programma Horizon 2020che coinvolge 10 partner – in Italia l'Inrca – di 7 Paesi (oltre all'Italia, Olanda, Belgio, Regno Unito, Slovenia, Svezia e Svizzera) iniziato a gennaio 2018 e che si concluderà a marzo 2021. Nel Regno Unito, ad esempio, si stima che l'8% della popolazione di età compresa tra gli 11 e i 18 anni sia un giovane caregiver, percentuali simili in Svezia dove il 7% dei ragazzi tra 14 e 16 anni è un caregiver, in Italia non ci sono dati certi ma si ritiene che il 2,9% dei giovani tra i 15 e i 17 anni abbia responsabilità legate alla cura e all'assistenza quotidiana di un familiare (dati Istat 2011), in Slovenia non ci sono dati.

Assicurare una buona salute mentale ai giovani caregiver è uno degli obiettivi del progetto “Me-We”. Inoltre, tra i risultati attesi ci sono effetti positivi a lungo termine sul lavoro e sulle opportunità di educazione per gli adolescenti che prestano assistenza ai familiari, riducendo il rischio di entrare a far parte della categoria dei Neet (i giovani che non lavorano, non studiano e non sono inseriti in percorsi di formazione) e il tasso di abbandono scolastico. “Prendersi cura di un familiare è un atto di solidarietà che rende merito a chiunque lo faccia, in particolare se si tratta di giovani adolescenti – scrive Inrca – Assistere senza essere preparati, tuttavia, può avere conseguenze negative per la salute. La mancanza di un appropriato supporto in questa fase di transizione della loro vita può infatti compromettere il benessere e le opportunità in vari ambiti. Oltre all'impatto a livello individuale, la mancanza di supporti adeguati per i giovani caregiver adolescenti può avere conseguenze negative a lungo termine anche per la società nel suo complesso”.§

Un approccio multidisciplinare e co-progettazione. I ricercatori stanno coinvolgendo i giovani caregiver e gli stakeholder interessati (professionisti dell'educazione, del settore sociale, dell'assistenza sanitaria, organizzazioni giovanili, di caregiver e di volontariato) per disegnare insieme a loro un corso di formazione che ne sviluppi la resilienza e servizi socio-sanitari che possano supportarli nell'assistenza. (lp) 

da "Il Redattore Sociale"

FICT: non solo repressione, significherebbe colpire le vittime

Il presidente della Federazione italiana comunità terapeutiche, Luciano Squillaci, commenta le dichiarazioni del ministro Fontana che in Commissione Affari sociali ha parlato di misure di contrasto come “priorità” sul tema stupefacenti. D’Egidio (Federserd): “Rilancio Dipartimento necessario, rifacendo la Conferenza nazionale e la Consulta degli operatori”".

Bene il ruolo di cabina di regia per il Dipartimento politiche antidroga, ma il contrasto al fenomeno degli stupefacenti “non diventi una mera repressione”. Alle prime dichiarazioni sul tema droghe del ministro per la Famiglia e le Disabilità, Lorenzo Fontana (a cui è stata affidata anche la delega alle droghe) risponde Luciano Squillaci, presidente della Federazione italiana comunità terapeutiche (Fict). Nel corso di un’audizione in Commissione Affari sociali, infatti, il ministro Fontana ha affermato che, riguardo agli stupefacenti, “il rilancio delle misure di contrasto è la nostra priorità”. Per Fontana “è chiara l'insufficienza dell'approccio tradizionale al fenomeno e la connessa necessità del rafforzamento del coordinamento dell'attività informativa volta sia al tempestivo aggiornamento delle tabelle relative alle sostanze stupefacenti sia ad un efficace trattamento dei danni provocati”. Il ministro con delega alle droghe ha inoltre sottolineato l’importanza di rafforzare le sinergie con i territori e di consolidare il Dipartimento antidroga facendolo diventare “una vera e propria cabina di regia”.

Sulle politiche di contrasto, il presidente della Fict, mette in guardia: “Il fatto che ci sia un adeguato contrasto alle dipendenze è fondamentale anche per noi, l’importante è che non diventi mera repressione. Non serve a nulla se non a colpire ulteriormente le vittime, lasciando ampio spazio ai carnefici, come è sempre stato in passato. Quello di cui c’è veramente bisogno in questo momento è di riavviare il dibattito sulle dipendenze e sedersi attorno ad un tavolo con tutti gli attori istituzionali e non”. Sono diversi anni, infatti, che le organizzazioni che si occupano di dipendenze lamentano un’assenza della politica e delle istituzioni. “Va benissimo rinforzare il dipartimento politiche antidroga rendendolo una cabina di regia a livello nazionale - aggiunge Squillaci -, l’importante è che si vada nella direzione di far sedere finalmente tutti gli attori attorno ad un tavolo. Ormai da nove anni tutti vanno come cani sciolti in giro per l’Italia. L’urgenza è quella di ricostruire il sistema”. Per Squillaci, inoltre, bisogna tornare a investire "sia in termini di prevenzione, che in termini di riabilitazione - aggiunge -. Soprattutto, bisogna costruire un sistema che sia effettivamente rispondente a quelli che sono i nuovi bisogni, come ad esempio il mondo delle dipendenze comportamentali, senza sostanza”. Il pilastro della normativa antidroga, infatti, ad oggi è ancora il Dpr 309 del 1990. Una legge che risale ormai a ben 28 anni fa. “Abbiamo una legge vecchia e un sistema fondato sulla questione eroina - spiega Squillaci -. Oggi le dipendenze sono tutt’altro. Il fenomeno

si modifica quasi quotidianamente e noi siamo ancora dietro a situazioni che andavano bene negli anni 80, ma sicuramente non vanno più bene oggi”. Per il presidente della Fict, quindi, oggi occorre avviare prima di tutto un confronto ampio sul fenomeno. “La cosa importante è rimettere in movimento la macchina - spiega Squillaci -. Chiamare tutti gli attori del sistema e ricominciare a lavorare. Sono 9 anni che siamo fermi”. L’ultima e movimentata Conferenza nazionale, infatti, risale proprio a nove anni fa. Si è tenuta a Trieste sotto la guida Serpelloni e Giovanardi. Da qual momento ad oggi, della Conferenza non se n’è più parlato, nonostante la legge imponga ai governi di organizzare una Conferenza ogni tre anni. Per questo, Squillaci auspica che al più presto possano partire i lavori preparatori. “La conferenza serve per riscrivere il sistema, raccogliere bisogni e necessità dagli operatori del sistema per provare a ricostruire un’azione che abbia un risultato normativo - spiega -. Il lavoro preparatorio è fondamentale e auspichiamo al più presto l’avvio dei lavori preparatori”.

Anche Sergio D’Egidio, presidente di Federserd, la Federazione italiana degli operatori dei dipartimenti e dei servizi delle dipendenze, torna a chiedere a gran voce la Conferenza nazionale, commentando le dichiarazioni del ministro Fontana. “È assolutamente necessario rilanciare, nelle forme previste dalla legge 309/90, il Dipartimento politiche antidroga - spiega D’Egidio -, rifacendo subito la Conferenza nazionale e la Consulta degli operatori". Per D'Egidio, inoltre, è fondamentale, rispetto alle attività di cura, "rimettere al centro di tutto il servizio pubblico che è piegato in due dalla carenza di risorse e di personale e rimetterlo in condizione di offrire delle risposte necessarie ai bisogni dei territori”. Rispetto alle misure di contrasto, per D’Egidio occorre prima di tutto intervenire sul “grande traffico e spaccio della criminalità organizzata”. In attesa di buone nuove sulla Conferenza nazionale, però, l'annuale Relazione al Parlamento sulle tossicodipendenze è già fuori tempo massimo. Per D’Egidio, però, serve una riflessione anche su questo. “La relazione, così com’è scritta nel Dpr 309/90, deve vedere un protagonismo anche delle regioni - puntualizza il presidente di Federserd -. Il mancato coordinamento iniziato con Giovanardi-Serpelloni ha distrutto questo rapporto e le Relazioni al Parlamento ne hanno sofferto in maniera indicibile. La relazione deve servire per dare al politico informazioni utili per fare le leggi. Non c’è nulla in queste ultime relazioni che sia utile allo scopo. Male che vada dà qualche numero in maniera pressapochista e non dà nessuna indicazione di qualità del sistema”.

Riforma Terzo Settore: che cosa è stato fatto, che cosa manca

Il prospetto, realizzato dal Forum Terzo Settore, con tutti gli atti previsti dai vari Decreti legislativi della legge delega di riforma. La situazione è aggiornata al 3 agosto 2018.

  • Servizio civile universale
  • Cinque per mille
  • Impresa sociale 
  • Codice del Terzo settore 

Per la legge 106 del 2016 è stato adottato lo Statuto della Fondazione Italia Sociale. Qui il prospetto integrale aggiornato al 03/08/18 con tutti i link agli atti. 

Il 19/07/18 il Senato ha approvato, con procedura di urgenza, il DDL 604 “Proroga del termine per l’esercizio della delega per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale, di cui alla legge 6 giugno 2016, n. 106”, con il quale viene  prorogato di 4 mesi il termine per adottare correttivi (spostando la scadenza dal 02/08 al 02/12/18). Il testo va ora alla Camera.

Il 17/07/18 il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto correttivo il D Lgs 112/17 (Impresa sociale) in via definitiva (Testo non ancora disponibile).

Il 02/08/18 il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto correttivo il D Lgs 117/17 (Codice del Terzo settore) in via definitiva (Testo non ancora disponibile).

In aggiunta di quanto sopra elencato si segnala che sono stati approvati:

02/08/18

Il 02/08/18 il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto correttiva in via definitiva (TESTO NON ANCORA DISPONIBILE).

19/07/18

Il 19/07/18 il Senato ha approvato, con procedura di urgenza, il DDL 604 “Proroga del termine per l’esercizio della delega per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale, di cui alla legge 6 giugno 2016, n. 106”, con il quale viene  prorogato di 4 mesi il termine per adottare correttivi (spostando la scadenza dal 02/08 al 02/12/18).

Il testo va ora alla Camera.

17/07/18

Il 17/07/18 il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto correttivo il D Lgs. 112/17 in via definitiva

16/07/18

Pubblicato in GU il 16/07/18 Il DM del 04/05/18 circa il credito di imposta in favore delle fondazioni che fanno versamenti ai FUN Fondo Unico Nazionale per i CSV.

07/05/18

Pubblicato in GU il 07/05/18 il DM del 19/01/18 circa la costituzione dell’ONC

04/05/18

Pubblicato in GU il 04/05/18 il D Lgs 43 correttivo al D Lgs 40/17 Servizio Civile Universale

10/04/18

Il Consiglio dei Ministri del 10/04/18 ha approvato in via definitiva il decreto correttivo al D Lgs. 40/17, pubblicato in GU il 04/05/18

04/04/18

Il 4/04 è stato reso noto sul sito del MISE il Decreto Interministeriale 16/3/18 (pubblicato in GU il 21/04/18) a firma congiunta del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, che sostituisce il decreto 24/01/2008 e definisce gli atti da depositare presso l’ufficio del registro delle imprese, e relative modalità di presentazione, da parte delle imprese sociali 

21/03/18

Il 21/03/2018 il Consiglio dei Ministri ha approvato in prima lettura il decreto correttivo al D Lgs 117/17 (codice del Terzo settore), che va ora alle Camere per i pareri non vincolanti. Il testo è disponibile sul sito del Governo

21/03/18

Il 21/03/2018 il consiglio dei ministri ha approvato in prima lettura il decreto correttivo al D Lgs 112/17 (Impresa sociale), che va ora alle Camere per i pareri non vincolanti. Il testo non è ancora disponibile. 

22/02/18

Nota 2491 – Quesiti in materia di cooperative sociali. Fornite alcune risposte a quesiti su tematiche generali o questioni operative relative alle cooperative sociali, enti del Terzo Settore che hanno acquisito di diritto la qualifica di imprese sociali ai sensi dell’art. 1, comma 4 del D.lgs. n. 112/2017

22/02/18

Il Consiglio dei Ministri del 22/02/18 ha approvato in prima lettura il Decreto Legislativo correttivo del D Lgs 40/17 (servizio Civile Universale) (Atto del Governo n. 12) 

08/02/18

È stato pubblicato in GU l Decreto ministeriale del 17 ottobre 2017 con cui, ai sensi dell’art. 31, comma 2, del D.lgs. n. 81/2015, sono individuati i lavoratori svantaggiati e molto svantaggiati, in conformità al Regolamento UE n. 651/2014

29/12/17

Circolare interpretativa emanata dal Ministero del Lavoro avente per oggetto prime indicazioni su questioni di diritto transitorio inerenti al Codice del Terzo settore.

21/12/17

Decreto emanato dal Ministro del Lavoro di nomina del Comitato di gestione della Fondazione Italia Sociale. (in attesa di pubblicazione in GU)

Dic 2017

Sottoscritti accordi di programma con tutte le Regioni e leProvince autonome per il sostegno delle attività di organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale operanti a livello territoriale

28/11/17

Firmato protocollo d’intesa tra il Ministero del Lavoro, l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC), l’Agenzia del Demanio (AD) e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), finalizzato a conseguire un’efficiente gestione deibeni immobili pubblici inutilizzati e dei beni mobili e immobili confiscati alla criminalità

14/11/17

– Decreto direttoriale n.326/2017 emanato dal Ministero del Lavoro contenente l’“Avviso n. 1/2017 per il finanziamento di iniziative e progetti di rilevanza nazionale ai sensi dell’articolo 72 del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 – anno 2017”.

“Un bambino su quattro di prima e seconda elementare accede abitualmente al web"

“Un bambino milanese su quattro di prima e seconda elementare accede abitualmente al web, in particolare tramite Ipad e telefonino, per guardare video e giocare online”. E’ quanto scrive Elisabetta Andreis sul Corriere della Sera del 30 luglio 2018, riportando una ricerca dell’Osservatorio Myedu sulla didattica digitale, condotta su un campione di 1.700 mamme e papà milanesi (e per confronto, altri 7.300 in giro per l’Italia). Nell’articolo Danco Singer, esperto di comunicazione che ha guidato l’analisi, commenta che “i genitori paiono meno apprensivi di una volta rispetto ai pericoli del web e sempre di più affiancano i figli con app e piattaforme digitali per i compiti”.

Il 72 per cento dei genitori accompagna i figli nella navigazione, lasciandoli invece in autonomia per il resto dei contatti con il mondo online, fin da età molto precoci. E questo – scrive Elisabetta Andreis - anche se un buon 42 per cento dice di temere contenuti non adeguati all’età e il 35 per cento ha paura che i figli entrino in contatto con sconosciuti potenzialmente malintenzionati. “Solo l’8 per cento degli adulti – dice Singer - percepisce il pericolo delle fake news a contatto con bambini e adolescenti”.

In aumento i genitori che scelgono il web per sostenere i figli in età scolare (fino alla seconda media): il 3 per cento dichiara di farlo tutti i giorni, il 36 per cento più volte alla settimana. In particolare per l’inglese (36 per cento) ma anche per l’italiano (30 per cento) e la matematica (28 per cento). Utilizzano video lezioni (34 per cento) e app didattiche (26 per cento).