“Povertà educativa una piaga, alleanza Stato-Terzo Settore-Fondazioni-imprenditori”

La povertà educativa è una piaga sociale con la quale conviviamo da sempre, inaccettabile per un Paese civile, perché nega il futuro ai nostri bambini. E’ quanto afferma Giuseppe Guzzetti riprendendo le considerazioni espresse da Ferruccio de Bortoli in un articolo apparso sul “Corriere della Sera”, pagine su cui ora l’ex senatore e presidente della Regione Lombardia interviene con altre riflessioni,

Guzzetti afferma che la povertà educativa infantile provoca un’altra piaga, cioè quella dei giovani “che non studiano più, che non lavorano e che il lavoro neppure lo cercano perché sono privi di un minimo bagaglio educativo”. Secondo dati Istat i bambini in povertà educativa prima della pandemia erano 1.200.000, numero che in questi mesi è aumentato di un milione. Da qui la condivisione della proposta di de Bortoli di un coinvolgimento “dei grandi imprenditori italiani a condividere un progetto a favore della crescita del capitale umano del proprio Paese”.

“La Fondazione Cariplo – continua - sta attuando un programma triennale di 25 milioni di euro, co-finanziato con alcuni enti privati (Intesa Sanpaolo Spa, Fondazione Vismara, Fondazione Fiera di Milano) e una raccolta tramite un bando pubblico. Nel triennio questa povertà dovrà essere estirpata. Nel 2015 l’Acri, Associazione delle Fondazioni di origine bancaria, ha raggiunto un accordo con il governo, concretizzato nella legge di stabilità 2015, che ha disposto la costituzione di un Fondo alimentato da un credito di imposta sugli utili delle Fondazioni e da risorse conferite direttamente dalle stesse per un importo complessivo nel triennio 2016- 2017-2018 di 360 milioni”.

Guzzetti sottolinea che tale Fondo – che con minori risorse, per la riduzione del credito di imposta da parte del governo, è stato replicato per il triennio 2019-2020-2021 - potrebbe bene integrarsi con la proposta di de Bortoli”. L’utilizzo del Fondo è definito da un Comitato di indirizzo strategico, presieduto da un delegato del Presidente del Consiglio dei ministri e tre delegati in rappresentanza dei ministeri competenti (Mef, Istruzione, Affari Sociali), di cui fanno parte anche rappresentanti del Terzo settore.

“L’attuazione – prosegue l’intervento – è stata affidata alla Fondazione Con il Sud, fondata nel 2005 da Acri e Terzo settore”. Terzo settore e parte pubblica propongono e realizzano il programma. In meno di quattro anni sono stati approvati 375 progetti, impegnati 228 milioni, coinvolte oltre 600 organizzazioni, per oltre il 90 per cento del Terzo settore. “Il dato che conta – dice - è che sono stati tolti dalla povertà educativa oltre 450 minori in tutte le regioni di Italia. La novità di questa esperienza è che lo Stato ha deciso di fare un passo di lato, rinunciando alla gestione degli interventi, ma mantenendo un ruolo di orientamento strategico con Acri e Terzo settore e di controllo dei risultati conseguiti. In questo intervento tutto è pubblico: dalle scelte strategiche alle procedure di evidenza pubblica per la selezione dei progetti, alla trasparenza della comunicazione degli esiti dei bandi e delle valutazioni, dalla assunzione del personale alla scelta dei fornitori. Tutto ha una logica e una dimensione pubblica, ma senza i vincoli della burocrazia pubblica”.

Auspicando che al tavolo al quale fin qui si sono seduti governo, fondazioni, Terzo settore, si siedano anche gli imprenditori italiani, Guzzetti considera indispensabile la collaborazione tra pubblico (Stato), privato sociale (Fondazioni più Terzo settore), mercato (imprenditori) “per affrontare l’enorme domanda sociale che sarà presente nel nostro Paese”, domanda a cui “lo Stato, da solo, non sarà in grado di far fronte né potrà continuare ad indebitarsi”. “E’ tempo di ricordarsi – conclude - che le democrazie liberali occidentali nelle loro Costituzioni hanno fissato tre pilastri per una democrazia sana e forte: Stato, Mercato, Comunità/Privato sociale”.

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