Prima cannabis (14 anni) poi droghe sintetiche: i dati 2019 di S. Patrignano

Sempre più cocaina ed eroina, ripetute dosi nel corso della giornata e un’età media sopra i 30 anni. È l’identikit tracciato dall’Osservatorio sulle tossicodipendenze di San Patrignano 2020 e riportato da Alessio Ribaudo in un articolo del “Corriere della Sera” del 24 giugno. Nel 2019 la comunità ha accolto 460 persone. In testa alle sostanze usate c’è la cocaina (92,8%), seguita dalla cannabis (85,6%). L’eroina rispetto al 2018 è diminuita dal 47% al 40,6%, vengono quindi ecstasy (34,1%), ketamina (27,8%), allucinogeni (20,9%) e anfetamine (19,6%). La pandemia e la convivenza forzata ha in molti casi fatto sì che i genitori prendessero conoscenza della dipendenza dei figli, inoltre lo spaccio non si è interrotto poiché in certi contesti sono stati addirittura organizzati recapiti a domicilio.  

Secondo i dati 2019 l’uso della siringa è in calo. Confermato anche che la cannabis è la prima sostanza con cui i giovani entrano in contatto (età media 14-15 anni) per passare poi alle droghe sintetiche nelle discoteche o nei rave (dai 16 ai 18 anni) per finire nella spirale della cocaina e dell’eroina. Alle spalle molti hanno storie di abusi o situazioni familiari difficili per cui in comunità si cura soprattutto la persona e si fa prevenzione nelle scuole contrastando gli spinelli.  Anche l’alcol è un problema sempre più grave. Ne abusa il 40%, spesso come sedativo dopo la cocaina. Alcuni diventano - contemporaneamente ludopatici.

Tanto bassa quanto preoccupante l’età di avvicinamento alla droga: 14 anni per la cannabis, 18-19 per la cocaina e l’eroina. Numeri che, insieme alla spesa media per le sostanze che è di 586 euro, rappresentano un’emergenza che è forse passata in secondo piano ma che invece sta esplodendo (o riesplodendo). La tossicodipendenza continua a colpire indirettamente anche i bambini come dimostra il fatto che dei 460 entrati a San Patrignano, il 22,4% ha almeno un figlio.

 

Sempre più cocaina ed eroina, ripetute dosi nel corso della giornata e un’età media sopra i 30 anni. È l’identikit tracciato dall’Osservatorio sulle tossicodipendenze di San Patrignano 2020 e riportato da Alessio Ribaudo in un articolo del “Corriere della Sera” del 24 giugno. Nel 2019 la comunità ha accolto 460 persone. In testa alle sostanze usate c’è la cocaina (92,8%), seguita dalla cannabis (85,6%). L’eroina rispetto al 2018 è diminuita dal 47% al 40,6%, vengono quindi ecstasy (34,1%), ketamina (27,8%), allucinogeni (20,9%) e anfetamine (19,6%). La pandemia e la convivenza forzata ha in molti casi fatto sì che i genitori prendessero conoscenza della dipendenza dei figli, inoltre lo spaccio non si è interrotto poiché in certi contesti sono stati addirittura organizzati recapiti a domicilio.

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