“Al volontariato meno che per i monopattini. Ma si fa sempre in quattro”

“Vorremmo rivolgere al governo e alla maggioranza che lo sostiene una semplice domanda: il futuro del Terzo Settore è tra le vostre priorità o lo state soltanto prendendo in giro con false promesse e pacche sulle spalle?”. Il quesito “brutale ma spesso la sintesi estrema è indispensabile alla chiarezza” è sollevato da Ferruccio de Bortoli in un articolo pubblicato sul “Corriere della Sera” del 31 agosto.

Ripercorrendo gli ultimi mesi, contrassegnati dalla ferita del covid che ha “rivelato i limiti dell’assistenza pubblica e privata, mostrato la fragilità fisica e sociale delle persone più anziane, allargato l’area della povertà materiale ed educativa”, de Bortoli sottolinea che “lo sforzo delle istituzioni è stato rilevante” ma “senza l’aiuto del Terzo Settore e del volontariato le sofferenze umane sarebbero state superiori, le solitudini personali maggiormente dolorose, il costo economico ancora più devastante”.

Nonostante la “crisi di donazioni” e l’indebolimento dovuto “alla recessione e alla comprensibile convergenza dei finanziamenti su ospedali e ricerca”, le associazioni di volontariato non hanno ridotto i loro servizi facendosi “in quattro”. “Il welfare – scrive - non è solo sanità. È fatto anche di altre cure, sostegni, vicinanze, affetti. Un insieme di gesti solidali che finora ha contributo a garantire un accettabile livello di coesione. Un cuscino sociale, chiamiamolo così, a disposizione della parte più debole del Paese, degli invisibili, dei dimenticati”.

Ferruccio de Bortoli sottolinea che “se la coesione terrà lo si dovrà anche all’esercito del bene”, cioè ad una “parte del Paese che non chiede soldi pubblici, bonus, sussidi” e che ha avuto sì “qualche risorsa aggiuntiva” ma “di soli cento milioni” quando “per i monopattini se ne sono spesi 120 in incentivi”. Osserva che ciò che chiedono le associazioni è ““considerazione della loro centralità, regole certe, attenzione programmatica”, mentre la legge varata dal governo Renzi – “una buona legge” – resta in gran parte inattuata, manca il decreto sul Registro unico senza il quale gli statuti già approvati restano sospesi, si attende l’invio della richiesta di autorizzazione alla Commissione europea per le disposizioni fiscali previste dal Codice del Terzo Settore, la legge che istituisce la lotteria filantropica da tempo approvata è ancora priva di un decreto attuativo.

“La credibilità degli investimenti che l’Italia proporrà all’interno di Next Generation Eu – conclude de Bortoli - sarà legata alla capacità di promuovere interventi a favore della sostenibilità ambientale e sociale. Dimenticarsi delle tante associazioni di volontariato, che già lavorano su questo fronte, non è solo miope ma persino suicida”.

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