Dati allarmanti del Libro Bianco sulla droga: sempre più consumatori

Sono sempre di più i giovani che consumano regolarmente droghe, 8 su 10 cannabinoidi, cocaina ed eroina il resto. E sono sempre di più, il 40 per cento, che ha cominciato a farne uso negli ultimi due anni, molti di loro giovanissimi.

Gruppo Abele, Antigone, Luca Coscioni

È allarmante il dato che si estrae dal Libro Bianco sulle droghe promosso dalla Società della Ragione onlus e presentato martedì 26 giugno nella sala caduti di Nassirya al Senato, in occasione della giornata internazionale contro il narcotraffico. Il dossier è stato realizzato da diverse associazioni, tra le quali Gruppo Abele, Antigone, Luca Coscioni.

In due anni 40 per cento di consumatori in più

Crescono, racconta il Libro Bianco, in modo esponenziale le persone segnalate per consumo di droghe: da 27.718 del 2015 a 38.613 del 2017, ovvero +39 per cento in soli due anni. E in questo scenario, i protagonisti assoluti sono i giovani, le cui segnalazioni alle forze dell’ordine e all’autorità giudiziaria sono quadruplicate rispetto al 2015.

Non funziona più la cura basata sui vecchi modelli di consumo

Quasi il 30% dei detenuti entra in carcere per la legge sulle droghe. Piu esattamente, 14.139 dei 48.144 ingressi in carcere nel 2017 sono avvenuti per imputazioni di detenzione a fini di spaccio (articolo 73 del Testo Unico sulle sostanze stupefacenti Jervolino -Vassalli approvato 28 anni fa). Dal Libro Bianco emerge che non funziona più l’offerta terapeutica basata su vecchi modelli di consumo delle sostanze. «Nuovi stili di uso a differenti livelli di rischio e di danno necessitano una nuova articolazione dei servizi», si legge nella ricerca. E ancora: «Il sistema italiano attuale è statico, impoverito in termini di risorse umane e economiche ed incapace di rilevare i cambiamenti delle modalità di consumo».

In galera soprattutto i «pesci piccoli»

In particolare, viene evidenziato che a cadere nella rete della repressione penale sono soprattutto i «pesci piccoli» (cresciuti dell’8,5%) mentre i consorzi criminali restano fuori. Il 34,5% dei detenuti lo è per la legge sulle droghe: 13.836 presenti in carcere al 31 dicembre 2017 lo erano a causa del solo art. 73 del Testo unico (sostanzialmente per detenzione a fini di spaccio). Altri 4.981 in associazione con l’art.74 (associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope), solo 976 esclusivamente per l’art. 74. Mentre questi ultimi rimangono sostanzialmente stabili aumentano dell’8,5% i detenuti per solo art. 73.

Cambiare le norme per punire i «pesci grossi»

Questo cosa significa? Che le norme vanno modificate. Se il vero intento del legislatore non è punire il singolo detentore di droga, ormai sempre più giovanissimo, ma anzi aiutarlo a superare la dipendenza, occorre invece intensificare le punizioni carcerarie per chi sul narcrotraffico ci ha costruito un impero economico, e che invece spesso non resta impigliato nelle maglie troppo larghe della giustizia italiana.

Mariolina Iossa

Corriere della Sera del 26 giugno 2018

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