Fragilità

1) Giocatori d'azzardo patologici e loro famiglie

2) Immigrati - Centro di aggregazione straordinaria "Don Zermani"

3) Servizio Persone Fragili

4) Mamme in difficoltà - Comunità Stella del Mattino (vedi anche alla voce MATERNITA', categoria DIPENDENZE)

 

INTERVENTI PER GIOCATORI D'AZZARDO PATOLOGICI E LORO FAMIGLIE

Il fenomeno del gioco d’azzardo per la sua complessità, compromette tutte le sfere di competenza della persona, dal funzionamento psicologico, alle relazioni familiari, alla capacità economica, all’attività lavorativa, alle relazioni amicali e quindi in generale al mondo degli interessi della persona. Per questi motivi il gioco d’azzardo problematico non riguarda solo i giocatori: crea enormi difficoltà alle famiglie e ha un impatto notevole anche sulla società e sul mondo del lavoro, oltre che nelle istituzioni sanitarie e socio-assistenziali.

Per ogni giocatore che si rovina economicamente, ci sono fino a dieci familiari più o meno stretti che si sono rovinati con lui, e svariati parenti e amici che sono comunque coinvolti in questa vicenda.

L’associazione La Ricerca ha deciso di occuparsi di questo fenomeno sia per la sua rilevanza sociale sia per l’impatto che il problema gioco d’azzardo ha sulle persone attraverso le seguenti azioni:

Costituzione di un gruppo di lavoro multidisciplinare con operatori del Sert di Cortemaggiore, della cooperativa L’Arco e della Associazione La Ricerca al fine di predisporre attività di

  • Formazione
  • Progettazione

Ambiti di intervento:

-          Residenzialità e semiresidenzialità attraverso il progetto “Fenice”: fine settimana per giocatori d’azzardo patologici e i loro familiari sul tema della pacificazione familiare

-          Attività a sostegno dei famigliari dei giocatori: gruppi di counseling per familiari di giocatori in trattamento, punto d’ascolto “Dalla Trappola alla rete”, colloqui di orientamento

-          Formazione/sensibilizzazione: attività di sensibilizzazione e formazione ad associazioni di volontariato del territorio, studenti di scuole superiori, professionisti, gestori

 

Responsabile attività gioco d’azzardo per informazioni e contatti:Fausta Fagnoni

cell 3488557997

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CENTRO DI ACCOGLIENZA STRAORDINARIA "DON ZERMANI" (IMMIGRATI)

Il Centro Don Renato Zermani è un Centro di Accoglienza Straordinario per richiedenti asilo che l’Associazione gestisce sul territorio del Comune di Piacenza in convenzione con la Prefettura di Piacenza. Si tratta di servizi straordinari in quanto sono stati avviati dalle prefetture per far fronte all’emergenza sbarchi. (D.Lgvo. 142/15) .

E' un centro collettivo che funziona come una comunita’ di accoglienza con una presenza di operatori h.24. Tutti gli ospiti sono inviati dalla Prefettura, a seconda delle necessità e delle emergenze che si presentano sul territorio in seguito ai riparti da Bologna e agli sbarchi sulle coste italiane. Al momento dell’ingresso gli ospiti sottoscrivono un regolamento a cui devono attenersi durante la loro permanenza. Il tempo di permanenza non è programmato, dipende dai tempi con cui i richiedenti asilo vengono convocati all’audizione presso la Commissione Territoriale di Bologna e dai tempi di risposta della commissione stessa. I servizi offerti , oltre a vitto e alloggio e beni personali (prodotti per l’igiene personale e vestiario), sono : mediazione culturale e linguistica, insegnamento della lingua italiana, orientamento e accompagnamento ai servizi sanitari, sociali, servizi per il lavoro e la formazione professionale, assistenza legale e accompagnamento in tutte le fasi della richiesta d’asilo, nei rapporti con la Questura per il permesso di soggiorno, con il Comune per la carta d’identità e la segnalazione al progetto SPRAR o ai progetti RVA. Oltre ai servizi in convenzione l’Associazione organizza attività sportive e attività di volontariato. Il progetto di accoglienza termina quando, notificata la risposta della commissione, la persona,se ha riconosciuto lo status di rifugiato politico o è titolare di protezione sussidiaria o umanitaria, ottiene il permesso di soggiorno. Se la risposta è negativa non potrà avere alcun documento, potrà accedere ai progetti di Rimpatrio Volontario Assistito. La finalità del lavoro socio educativo svolto dall’equipe, oltre a rispondere alle emergenze, e alla gestione quotidiana della casa, è favorire la conoscenza del territorio, della lingua e della cultura italiana e l’integrazione sociale, rispettando e dialogando con differenti culture e religioni. Siamo compagni di un viaggio, traumatico e doloroso, che prosegue dopo di noi , con la speranza di chi ha avuto salva la vita e sogna un futuro migliore.

QUALITA’ DEL SERVIZIO: la struttura spaziosa e accogliente , si trova in città , in un quartiere residenziale, .Il gruppo di lavoro è composto da una decina di persone italiane e straniere, con diverse formazioni professionali: educatore, informatico, cuoco, custode, assistente sociale, insegnante. I mediatori vengono coinvolti a seconda delle necessità. La riunione di equipe è settimanale e la supervisione mensile.

 

CONTATTI:

Centro Don Zermani Via Zoni 40 Piacenza

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Responsabile : Mara Verderi

0523.712319

 

SERVIZIO PERSONE FRAGILI

La crisi che ha colpito il nostro tempo ha provocato cambiamenti che hanno sconvolto la vita quotidiana delle persone, le loro scelte, le loro dimensioni affettive, emotive, e che hanno delle ricadute fortissime nella quotidianità dei singoli, ma anche il rapporto con le istituzioni e i servizi. Le dipendenze hanno assunto forme nuove sconosciute che ci pongono di fronte a problematiche diverse e a bisogni che non sono più incasellati in categorie precise e definibili.

In questo tempo “di corsa” in questa età senza casa senza sicurezze dove la vulnerabilità è di tutti, tutti siamo esposti, la crisi non ha lo stesso valore per tutti, allora il tema forte di oggi per l’associazione diventa presidiare la vulnerabilità. Difendere il dirittodelle persone fragili; avere il coraggio di dire che è importante non perdere nessuno per la strada, anche se è cronico, non motivato, straniero ecc …. Raccogliere quindi il bisogno anche non direttamente connotato sulla dipendenza, ma anche la povertà generalizzata e non definibile all’interno dei sevizi e quindi ai margini della società.

Il bisogno delle persone invisibili anche ai servizi.

Il settore comprende diversi servizi rivolti alle persone che vivono momenti di particolare vulnerabilità In particolare:

  • Il laboratorio protetto di via Zoni un contesto lavorativo che accoglie persone che, anche per brevi periodi, hanno necessità di essere occupati in una attività lavorativa protetta, persone che per vari motivi (problemi di salute, fragilità psichica) non possono anche momentaneamente essere inserite nel mondo del lavoro produttivo. Il servizio è gestito anche grazie alla collaborazione con il Comune di Piacenza attraverso il finanziamento del progetto “Percorsi di integrazione lavorativa”.
  • La casa di Cortemaggiore che accoglie persone che, alla fine di un percorso terapeutico necessitano di un periodo di accompagnamento protetto. Gestita in collaborazione con il SERDP di Cortemaggiore è finalizzata all’accompagnamento e alla integrazione lavorativa e sociale di persone che hanno bisogno di un affiancamento educativo per reinserirsi nel contesto sociale.
  • In collaborazione con la Caritas locale e l’associazione Papa Giovanni XXIII, l’Associazione La Ricerca fornisce il personale educativo nel servizio diurno Il Quadrifoglio che accoglie persone ai margini del contesto sociale e fornisce loro servizi e generi di prima necessità e un ambiente accogliente, caldo che permette loro di non rimanere sulla strada nelle ore diurne.

Nel servizio sono impegnati 4 operatori con esperienza di lavoro sia in comunità che in servizi di bassa soglia e un’assistente sociale part time con il ruolo di coordinatore e di rapporto con i servizi pubblici.

  

CONTATTI

Responsabile: DONATELLA PERONI

SEDE STRADONE FARNESE 96

TEL 0523/338710

MAIL Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

MAMME IN DIFFICOLTA' - COMUNITA' DI ACCOGLIENZA "STELLA DEL MATTINO"

 

E' Comunità residenziale socio assistenziale per l'accoglienza di donne in difficoltà con figli minori. In accordo con i servizi invianti, è possibile definire progetti individualizzati, flessibili, non residenziali e strutturati per tappe progressive. E' certificata secondo il sistema di gestione per la Qualità UNI EN ISO 9001:2008/005

ACHI SI RIVOLGE A nuclei monogenitoriali con figli minori, che si trovano in situazione di difficoltà nello svolgimento delle funzioni genitoriali. Il servizio è aperto a donne gestanti, anche minorenni.

La struttura può accogliere, 5 nuclei mamma - bambino in regime residenziale (autorizzata a funzionare per 10 posti compresi i minori).

CHE COSA OFFRE - Un qualificato intervento volto sia alle donne sia ai minori inseriti finalizzato a: contenere e ridurre l'impatto della crisi emotiva a seguito di eventi critici che hanno colpito le madri e ne hanno compromesso la funzionalità emotiva e relazionale; sostenere le donne nella rielaborazione della loro storia personale spesso traumatica al fine di poter ripensare al proprio progetto di vita; migliorare il grado di autonomia delle donne inserite con l'obiettivo di un reinserimento sociale autonomo, da sperimentare anche in appartamenti per l'autonomia esterni alla comunità; supportare percorsi di crescita ed apprendimento dei minori a partire dal ripristino della relazione genitoriale improntata sulla centralità del minore per assicurare il soddisfacimento delle sue necessità di ascolto, cura e protezione; ripristinare un armonico stile di vita connesso ai bisogni psicofisici emotivi e cognitivi di ogni età evolutiva; offrire alla coppia madre-bambino un luogo protetto in cui trovare sostegno alla relazione affettiva.

 COME FUNZIONA - Il percorso prevede una prima fase di osservazione e valutazione della durata massima di 2 mesi in cui viene svolto un assessment con strumenti scientifici specifici un'accurata valutazione diagnostica del funzionamento psichico e degli eventuali aspetti traumatici della madre; un'osservazione e valutazione della relazione madre-bambino, al fine di analizzare le aree di risorsa e di criticità per la definizione del progetto

individualizzato. La permanenza in comunità non è subordinata a limiti di tempo predefiniti: al contrario essa può variare in funzione del raggiungimento degli obiettivi prefissati nel progetto individuale concordato con gli operatori del servizio sociale di riferimento e, nel caso dei minori, in funzione delle disposizioni emanate dal Tribunale per i Minorenni. Accanto al lavoro terapeutico con le madri ed i loro bambini sono previste anche attività terapeutiche che coinvolgono i partner e la famiglia d'origine. Al termine del percorso residenziale è possibile concordare il trasferimento del nucleo in un appartamento protetto con l'obiettivo di permettere alla donna di sperimentarsi in una situazione di maggiore autonomia.

 

QUALITÁ DEL SERVIZIO - È assicurata la professionalità e l'integrazione degli interventi attraverso una costante supervisione dell'equipe. L'equipe di lavoro è composta da figure professionali: educatori professionali, educatore all'infanzia, psicologa e psicoterapeuta per l'area genitorialità, psicologa e psicoterapeuta per l'area adulti e area famigliare, counselor, psichiatra, infermiere, medico di medicina generale e pediatra .

 

 MODALITA' D'ACCESSO

La comunità può accogliere persone inviate da servizi pubblici e da professionisti privati (psichiatri, psicoterapeuti). E' prevista anche la richiesta diretta da parte di persone private (diretti interessati o famigliari). Al primo contatto telefonico da parte di Servizi Sociali Minori fa seguito l'invio di una relazione conoscitiva sul caso proposto. In tempi brevi, vengono effettuati colloqui conoscitivi e valutativi con la madre, il partner, i famigliari e il servizio inviante. Al termine dei colloqui viene valutata l'idoneità all'inserimento e fissata l'eventuale data e le modalità di ingresso in struttura. Nel caso di richieste da privati (persone o professionisti) sarà effettuata un'attenta valutazione preliminare e un percorso di comprensione della richiesta al fine di definire il progetto di lavoro.

E’ possibile accogliere donne in difficoltà anche con i figli in situazione di emergenza.

 

CONTATTI

Responsabile Loretta Volta

Cell. 348/8557990   345 4750014

Tel. 0523 613607

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Prossimi Eventi

18 Dic 2018;
Martedì Dicembre 18
Ogni mercoledì consulenza gratuita alle APS
18 Dic 2018;
Martedì Dicembre 18, 18:30 -
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